Uno spazio pedagogico per parlare e confrontarsi, condividere riflessioni, creare nuove possibilità.
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mercoledì 11 novembre 2015
La cultura del benessere a scuola
Ciclo di incontri "LA CULTURA DEL BENESSERE A SCUOLA"
Presso la Biblioteca comunale di Castelfiorentino (FI)
Dott.ssa Celenia Ciampa
18 NOVEMBRE:
I disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) – Conoscere, capire, crescere
25 NOVEMBRE:
Bisogni educativi speciali (BES) – Tante strade per apprendere
2 DICEMBRE:
Disturbo dell’attenzione ed iperattività (ADHD): Contenere il disagio
Lo scopo degli incontri è diffondere la cultura del benessere a scuola affrontando problematiche sempre più presenti fra i nostri bambini, le quali possono minare il processo di apprendimento. Per garantire la loro serenità è importante conoscere questi disagi e sapere nella pratica come poter agire. I seminari sono rivolti a genitori, insegnanti, educatori; prevedono un’introduzione teorica, presentazione dell’approccio pedagogico clinico come aiuto e sostegno alla persona, strategie operative per affrontare il disagio.
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martedì 10 novembre 2015
Settimana dell'affido
Dal 17 al 20 novembre si svolgerà la settimana per l'affido: una pratica forse ancora troppo poco conosciuta, ma importantissima.
L'affido per un bambino significa avere in dono una seconda possibilità.
Significa sperimentare che la sua realtà personale non è la sola possibile; proporgli attraverso l'esperienza che esiste anche una vita migliore, una quaotidianità nuova dove ci sono spazi, persone, occasioni che gli permettono di trovare serenità e sorriso, tornando poi in un secondo momento in una famiglia ferita ma affincata e sostenuta da una rete di aiuti professionali, arricchito da nuove consapevolezze e progettualità.
La vita non si ferma alla porta di casa, ma prosegue oltre. Dove ci sono stati squilibri, mancanze, problematiche magari gravi è sempre possibile riparare. Grazie a coloro che decidono di intraprendere questa avventura e concedono il dono più grande: se stessi nell'essere una famiglia.
A Empoli e dintorni tanti eventi ed iniziative per celebrare questa settimana speciale!
sabato 7 novembre 2015
Alziamo gli occhi dagli smartphone... al cielo
Da pochi giorni è "venuto alla luce" del web un nuovo blog che ritengo possieda grande potenziale pedagogico, anche se tratta di tutt'altro. Il suo nome è ONE YEAR OF SKY.
http://oneyearofsky.blogspot.it/
Di cosa si tratta?
Dalla presentazione della sua autrice:
"Ciao a tutti, voglio condividere con voi un progetto al quale sto lavorando in questi giorni: sto preparando un blog dedicato al cielo!
Lo inagurerò il 1. Novembre, e per un anno intero inserirò una foto al giorno del cielo.
Ma voglio fare di più: voglio aprire questo progetto a chiunque sia interessato a partecipare!
Scattate una foto al cielo e inviatemela, corredata del vostro nome (se volete, o uno pseudonimo se preferite, o niente se non avete voglia, ma mi piacerebbe assegnare a ciascuno i crediti per le sue foto) e il nome del luogo in cui l'avete scattata. Sarebbe un di più avere anche l'ora, perché siccome ho conoscenze sparse a diverse latitudini mi piacerebbe vedere come cambia il cielo anche nello spazio-tempo!
Una volta che mi avrete inviato la foto io la pubblicherò nel post del giorno relativo, insieme ai dati che avrete allegato.
Idealmente il progetto terminerà il 31 ottobre 2016."
Lo inagurerò il 1. Novembre, e per un anno intero inserirò una foto al giorno del cielo.
Ma voglio fare di più: voglio aprire questo progetto a chiunque sia interessato a partecipare!
Scattate una foto al cielo e inviatemela, corredata del vostro nome (se volete, o uno pseudonimo se preferite, o niente se non avete voglia, ma mi piacerebbe assegnare a ciascuno i crediti per le sue foto) e il nome del luogo in cui l'avete scattata. Sarebbe un di più avere anche l'ora, perché siccome ho conoscenze sparse a diverse latitudini mi piacerebbe vedere come cambia il cielo anche nello spazio-tempo!
Una volta che mi avrete inviato la foto io la pubblicherò nel post del giorno relativo, insieme ai dati che avrete allegato.
Idealmente il progetto terminerà il 31 ottobre 2016."
Attualmente siamo tutti, chi più chi meno, sempre più inclini a tenere la testa piegata verso il basso e lo sguardo concentrato sulla luce dello smartphone: quando per lavoro, quando per passatempo, quando per staccare la spina dai pensieri di routine... ma ripiegandoci così su noi stessi e sul nostro "da fare" rischiamo di perderci molto di ciò che ci circonda ogni giorno: persone, rapporti, emozioni, scambi, confronti, esperienze più reali di quelle che la rete può offrirci.
Quindi, drasticamente, cosa c'è di meglio per invertire la rotta che alzare gli occhi al cielo? Ci accorgeremo così che è una splendida giornata, oppure che il profilo nero di alcuni alberi si staglia contro un tramonto rosato, o che la nebbia può causarci una malinconia più "genuina" di quella che ricaviamo da un link trovato su facebook.
Nell'era della condivisione, è bello porre attenzione al cielo, trovare lo scorcio che più ci fa emozionare (perchè ci rappresenta?) e condividerlo con altri che in posti diversi sono come noi col naso finalmente per aria.
La validità pedagogica sta nel dare attenzione al QUI E ORA. Niente più della natura può spingerci a vivere e godere dell'attimo presente. Una cura infallibile contro ansia, brutti pensieri, angoscia e tristezza.
mercoledì 4 novembre 2015
Non sono tutti DSA
Di pari passo al recente
proliferare di diagnosi si è diffusa anche una buona dose d’ignoranza
generalizzata. Spesso i genitori attribuiscono ad un ipotetico DSA qualsiasi
difficoltà un bambino possa incontrare nel suo percorso scolastico, annullando
in questo modo l’ipotesi e perdendo la consapevolezza che l’apprendimento è un
processo molto complesso, dipendente da molteplici fattori e quindi risultante
di situazioni che possono anche essere totalmente altre rispetto a deficit
fisiologici o disturbi specifici. E’ importante in questi casi mettersi in
ascolto del bambino: la scuola è un canale privilegiato di partenza, giacché
tutti i bambini devono transitarvi e trascorrervi grande parte delle loro
giornate. I campanelli di allarme che possono emergere sono tantissimi; le
difficoltà nell’apprendimento sono messaggi da decifrare. Che cosa c’è che non
va? Cosa il bambino vuole comunicare al mondo adulto? L’osservazione e
l’ascolto sono le prime risposte da offrire al posto di test standardizzati e
anonimi che perquisiscano a tappeto le competenze di vasti range di alunni.
Per apprendimento si
intendono le potenzialità di una persona al fine di trovare nuove soluzioni più
convenienti per acquisire nuove conoscenze e competenze. E’ un dato
interiorizzato, stabile, declinabile in modalità diverse, per cui in continuo
arricchimento; se non si è in grado di fare variazioni, non è una competenza e
non è possibile procedere nell’apprendimento. Quando si riscontrano difficoltà
in questo ambito dipendono da uno o più degli elementi di base divenuti
deficitari. I presupposti sono: la motivazione, l’equilibrio psichico, le aspettative
provenienti dall’esterno.
L’assunzione di un
nuovo dato richiede l’equilibrio psico-fisico del soggetto, ovvero una buona
motivazione, una sensazione soggettiva che il dato sia importante o
indispensabile. Nell’adulto la motivazione è in parte razionale in parte
progettuale, mentre nel bambino è essenzialmente emozionale e ludica: ha
bisogno di un affetto che lo muova positivamente in direzione dell’acquisizione
del dato proposto. Perciò questo processo è facilmente inibito alla presenza di
grandi fluttuazioni emozionali, di stati emotivi di ansia o allarme (funzionale
solo se non supera i livelli di guardia). A questo si aggiunge poi la
frustrazione di voler fare qualcosa ma non riuscirci, oppure la mancata
ricezione positiva dal mondo esterno (negli adolescenti, ad esempio, può essere
forte lo squilibrio fra la percezione del proprio operato e quella che invece è
la realtà dei fatti).
Un dato per essere
assunto deve essere prima di tutto percepito, ovvero riconosciuto fra quelli
che provengono dagli organi sensoriali: viviamo in un bombardamento costante di
dati uditivi e visivi; nell’apprendimento è necessario selezionare quelli che
sono funzionali da quelli che invece non servono. Questo genere di
disponibilità può essere frenato dalla mancata coordinazione corporea o da
anomalie presenti nell’elaborazione cognitiva (derivanti anche da processi
legati a difficoltà sensoriali). E’ perciò importante controllare la presenza o
meno di deficit a livello uditivo e visivo.
Dare un’etichetta alla
presenza di una difficoltà è una soluzione semplice: però la maggior parte dei
disturbi non sono di natura funzionale, hanno bensì la loro causa nella
motivazione. Quest’ultima è influenzata dall’ambiente culturale dove il bambino
vive e cresce, dalle aspettative di coloro che lo circondano, dalle modalità
che gli vengono donate o negate di esprimere il proprio essere per quello che
è.
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sabato 31 ottobre 2015
Buon Halloween con un fantasmino per amico
Auguri a tutti buon Halloween! Non dimentichiamo di celebrare le nostre paure, che fanno di noi quello che siamo, in alcuni casi ci proteggono, ed hanno tutta la dignità propria delle emozioni umane.
Per festeggiare questa festività, ieri a scuola ho realizzato insieme ai bimbi dei fantasmini con la lana; mi ha insegnato mia mamma questo lavoretto quando ero piccola. Si adatta bene ai bambini dai 7 ai 10 anni, è semplice ed utile per sviluppare la manualità. Inoltre, una volta pronto, si divertiranno un sacco a giocare con qualcosa nato dalle loro mani!
Occorrente:
- 1 gomitolo di lana (del colore di cui si vuole realizzare il fantasmino)
- colla uhu liquida
- forbici
- carta e colori
- un amico o un libro
Se abbiamo a disposizione un amico, gli chiediamo di mettere le mani davanti a sè, parallele, con le braccia piegate (come le Barbie, per intendersi!). Dovrà rimanere ben fermo mentre noi gli avvolgiamo la lana intonro con più giri, un pò come facevano le nostre nonne o bisnonne per creare le matasse. In mancanza di una persona che ci aiuti, possiamo arrotolarla intorno ad un libro.
Passo 2:
Quando ha raggiunto un pò di spessore, la togliamo facendo attenzione a non mescolare i cerchi che si son creati e ne tagliamo un'estremità, così da ottenere una striscia. Con un filino di lana residua facciamo un doppio nodo al centro. Poi ripieghiamo le due metà una vicina all'altra e con un altro filino di lana leghiamo la parte sopra per fare la testa.
Sulla carta disegniamo e ritagliamo gli occhi e la bocca, da incollare successivamente sulla faccia con un pò di colla liquida uhu.
Passo 4 (facoltativo):
Il fantasmino è già pronto, ma volendo si possono aggiungere mani e braccia: si scostano dal corpo due mazzettini ai lati e si tagliano più corti rispetto al corpo. Con due filini ne leghiamo le due cime per ottenere le mani
Buoni spaventi a tutti!!
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lunedì 26 ottobre 2015
Si riparte!
Questo post è di natura "personale" rispetto agli altri pubblicati fino ad ora.
Dopo un periodo che mi sono concessa per la maternità, riparto ufficialmente con l'attività di Pedagogista Clinica, iniziando una nuova avventura in uno studio privato presso l'Istituto Sant'Andrea di Empoli. Un'esperienza importante che spero di condividere con molte persone, per creare nuovi percorsi di aiuto, restiturire fiducia, sostenere e crescere insieme.
Buon viaggio a tutti ^_^
domenica 25 ottobre 2015
Aspettando Halloween: la paura è catartica
Condivido qui sul mio blog un brevissimo saggio che ho allegato al mio libro per bambini "La strega e il segreto del ladro". Siamo vicini ad Halloween, e la paura è un elemento che ci regala moltissimo materiale sul quale riflettere.
Le fiabe lo dimostrano
da sempre: nate nella notte dei tempi, passate di bocca in bocca fino ad essere
suggellate dalla parola scritta, usano i simboli per parlare direttamente
all’inconscio. Noi non abbiamo bisogno di capire, la parte più ancestrale che
portiamo dentro riceve i messaggi forti e chiari su temi importanti,
universali, che riguardano ognuno di noi da sempre.
Un linguaggio così
espresso non può che essere accolto al volo dai bambini. Ciò che li spaventa
davvero è rappresentato dalle cose che non capiscono, quelle che magari nessun
adulto spiega loro. L’ignoto e il non detto rischiano di diventare tabù, di
ingigantirsi e trasformarsi in veri pericoli. Le paure sbiadiscono ogni volta
che vengono affrontate e non c’è niente di più sicuro che farlo all’interno di
una storia. Ciò che angoscia allo stesso tempo incuriosisce: i bambini sono piccoli
ricercatori della vita, studiano e analizzano tutto quello che viene loro
offerto, ma un posto d’onore lo hanno le emozioni. Talvolta si presentano
ingombranti e ingestibili, affrontarle è l’obbligo morale del genitore il quale
non può essere una figura onnisciente che sempre sa cosa fare, ma disponibile
ad accompagnare anche nella notte più scura, quella del cuore.
I mostri gettano la
luce sull’inconscio: attrezzano il soggetto a vivere con le proprie ombre. Non
è possibile cancellarle, dannoso è nasconderle. Per questo le storie di paura,
per tutte le età, non producono una reale angoscia bensì rassicurazione.
Concentrarsi sulla storia di un altro, che magari ricorda la propria, distrae
la mente dalle ansie, dà un volto ai pensieri… e tutto ciò che ha un volto è
molto meno orrorifico di quello che rimane nascosto dietro un cappuccio.>>
(Dall'appendice de "La strega e il segreto del ladro", Celenia Ciampa, Siska Editore)
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