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domenica 11 settembre 2016

GIVEAWAY - corrispondenza

Ciao a tutti e bentornati dalle vacanze!

Io trovo che settembre sia il vero inizio di un nuovo anno, molto più di quanto lo sia gennaio. Ci stiracchiamo tornati da luoghi vicini o lontani, riprendiamo in mano il fondotinta perchè la tintarella sta per andarsene, spolveriamo le tazze da tè. La vita riparte, fuori e dentro di noi. E' il mese dei nuovi inizi, delle vecchie abitudini, delle promesse e dei desideri. Si ricomincia da qui, da oggi.

Per ripartire con le attività del blog ho pensato di indire un GIVEAWAY che ha come oggetto un'abitudine decisamente vintage: la corrispondenza.

Oggi è tutto veloce e immediato: smartphone e tablet ci fanno saltare i nervi se, per difficoltà di connessione, ci fanno attendere pochi secondi in più per raggiungere contenuti desiderati. Comunichiamo per immagini, condividendo istanti ed emozioni che non durino più di un click. Non voglio dire che tutto questo sia negativo: siamo noi oggi, è la realtà con la quale conviviamo. Perchè però non lasciarci aperte anche altre strade, altre possibilità? Fare esperienze variegate è sempre un arricchimento: non oziamo su un solo punto di vista!

Per questo vi propongo un qualcosa che risulta sicuramente obsoleto. Cosa potremmo guadagnarci a scrivere una lettera, oggi? 

- Guardando agli aspetti pratici: scrivere migliora la coordinazione manuale fine, allena l'occhio nell'inseguimento della penna favorendo anche la lettura. Scrivere a mano richiede maggiore riflessione rispetto ad una tastiera in quanto il pensiero viene trasferito su carta in maniera meno immediata.

- Scrivere significa lasciare traccia di sè. E' un segno che proviene dalla propria voce interiore, si rende visibile all'altro, porta fuori qualcosa di intimo e personale, rimane per essere riletto... e ammirato. Un messaggio scritto a mano è una piccola opera d'arte perchè racconta emozioni e ne suscita altre.

- Rallentare oggi serve tanto, ad ognuno di noi. Troppo spesso non ci ascoltiamo, non ci guardiamo, non ci riconosciamo più. Il viaggio interiore è spesso lungo e difficile... ma nemmeno il più piccolo passo risulta mai inutile.

- Non è necessario instaurare una vera e propria corrispondenza vecchio stampo. Basta anche un biglietto, una lettera singola. Ma a chi? Il nipote che scrive un messaggio alla nonna, una figlia ad un genitore, una ragazza ad un'amica, ricordarsi di un parente che non si vede da tempo, oppure una lettera a chi vediamo tutti i giorni e rischia perciò di diventare un'abitudine. Immaginate, che bella sorpresa!!

Per promuovere questo esercizio che racchiude così tanto nella sua semplicità, metto  a disposizione i seguenti "strumenti":

- 20 fogli di carta da lettere decorata (formato a4)
- 20 buste bianche
- 2 set di adesivi
- 1 penna
- 1 quaderno
- 1 timbro

COME PARTECIPARE?

-  Diventare lettori fissi di questo blog, cliccando nell'apposito spazio sulla home page e scrivere come commento a questo post PARTECIPO

- Condividere il giveaway su una piattaforma social a scelta (twitter, istagram, facebook, ecc)

- Invitare, taggandole nella condivisione, 3 persone

Il giveaway chiuderà il 20 settembre. 
Assegnerò un numero ad ogni partecipante e dopo questa data estrarrò a sorte il vincitore di tutto il set. Buona fortuna e buon divertimento!

venerdì 20 maggio 2016

La pesca dei rifiuti - lavoretto

A scuola abbiamo parlato di ecologia, inquinamento e riciclo dei rifiuti (seconda classe scuola primaria, materie: tecnologia- geografia).

Come conclusione dell'argomento svolto ho preso in prestito un'idea molto carina per la realizzazioene di un lavoretto che ho visto ad ART ATTACK (sabato e domenica mattina su Rai Yoyo), semplificandola un pò: in questa trasmissione proprongono sempre attività molto belle e valide, ma un pò complicate, per questo spesso c'è bisogno di aggiustarne i passaggi.

La pesca dei rifiuti

 Necessario:
- fogli a4
- bicchierini da caffè in plastica (5 per bambino)
- bastoncini di legno da spiedini
- spago da cucina
- calamite (le ho trovate da BRICO)
- colla, scotch di carta, colori

Fase 1
Ogni bambino ha realizzato un disegno rappresentante un paesaggio a scelta fra spiaggia e parco giochi.



Fase 2
Abbiamo trasformato dei bicchierini da caffè di plastica in cinque cestini per la raccolta differenziata, applicando du ognuno un cartellino con la dicitura: VETRO, CARTA, PLASTICA, ORGANICO, INDIFFERENZIATO. Ispirati alla raccolta porta a porta che viene effettuata nella nostra città (nonostante la pratichino a casa e a scuola i bambini hanno ancora molti dubbi sulla divisione dei rifiuti)




Fase 3
Abbiamo realizzato i rifiuti: i bambini hanno ricevuto otto cerchietti di carta. Su quattro hanno disegnato quattro rifiuti a loro scelta. Sul retro hanno mezzo della colla ed appoggiato una graffetta di ferro (di quelle che servono che tenere insieme alcuni fogli). Hanno infine incollato sopra i cerchietti rimasti bianchi, formando una sorta di "panino" con graffetta!



Fase 4
Infine, hanno realizzato la canna da pesca. Hanno legato un pezzo di spago da cucina ad un bastoncino di legno di quelli che usiamo per fare gli spiedini, e lo hanno fermato con lo scotch di carta per non farlo muovere. All'altra estremità dello spago, sempre usando lo scotch di carta, hanno applicato una calamita.



Fase 5
E adesso giochiamo! I bambini hanno posizionato i rifiuti sul proprio paesaggio (unendo anche più rifiuti per giocare a coppie o in tre), per pescarli e farli finire ognuno nel proprio cestino della raccolta differenziata.




I bambini hanno motlo apprezzato, soprattutto la canna da pesca con calamita, che hanno sperimentato anche con altri oggetti in tanti modi diversi!

domenica 13 marzo 2016

La creatività - pezzi di stoffa

La creatività è un aspetto dell'intelligenza su cui molti psicologi e pedagogisti si sono soffermati, in quanto è importantissima per lo sviluppo umano e nella costruzione della qualità della vita. 
Ad esempio, Wertheimer (psicologia della Gestalt), suddivide l'intelligenza in pensiero produttivo e pensiero riprosuttivo. Il pensiero riproduttivo permette di costruire procedimenti logici corretti grazie a quanto abbiamo appreso, ma senza la capacità di collocarli e delinarli in nuovi contesti. Invece, il pensiero produttivo è in grado di creare una nuova conoscenza partendo dalle informazioni che il soggetto ha disponibili, grazie all'intervento dell'intuizione. 
Lo psicologo statunitense Sternberg postula l'esistenza di tre tipi di intelligenza: analiti pratica e creativa. Quest'ultima ha un'origine intuitiva e si sviluppa nell'ideazione e nella riflessione. Consiste nella capacità di cogliere un problema, intuirne la risoluzione e la modalità di procedimento necessaria. Si nutre dell'immaginazione del soggetto, della capacità di formulare ipotesi che sta alla base della costruzione della personale conoscenza. 
L'apprendimento stesso, che secondo Piaget si verifica grazie alla maturazione e all'adattamento all'ambiente, è facilitato dalla creatività, perchè se si apprende adattandosi al contesto in cui viviamo, con la creatività possiamo trovare e realizzare molteplici strade per raggiungere il benessere personale e perseguire i propri obiettivi.

La creatività si coltiva fin dalla nascita. Ci sono molto esperienze e strategie per favorirne la crescita. Una delle più importanti è ovviamente il gioco. Perciò è bene che la scelta dei giocattoli passi attraverso la riflessione dei genitori. Un ottimo divertimento per i bambini è il materiale non strutturato, ovvero materiali di riciclo o oggetti di uso quotidiano non pensati esplicitamente per essere giocattoli. Una macchinina può essere solo una macchinina. Una scatola di cartone può essere e diventare qualsiasi cosa. Non c'è niente che possa stimolare e sviluppare maggiormente la fantasia di un bambino.

Come esempio di materiale non strutturato, porto in questo caso i pezzetti di stoffa avanzati (si possono trovare da persone che amano cucire, come ad esempio le nonne della nostra generazione!).

Nella prima infanzia (0-3 anni) sono utilissime. I bambini di questa età sono portati naturalmente ad immaginare e sono molto attratti dai colori, dalla manualità, dal tatto che riconosce consistenze e sensazioni diverse. Quindi i pezzi di stoffa diventano strumenti da toccare, tendaggi dietro quali nascondersi, indumenti per travestirsi. I loro usi sono infiniti.

Ma possono essere sfruttati anche con bambini più grandi, come quelli della scuola primaria (6-11). Suggerisco un'attività che rientra nella didattica dell'educazione all'immagine ma anche della tecnologia per l'uso e l'osservazione dei materiali. Consegnamo ad ogni bambino un pezzetto di stoffa casuale, di colori, forme e tipologie differenti, senza che possano scegliere. Ne incolliamo ciascuno su un foglio, di nuovo in maniera casuale. Dovranno trasformarlo in un disegno del quale il pezzo di stoffa è parte integrante. Dopo i primi attimi di dubbio (oggi i bambini non sono abituati ad inventare purtroppo!) i lavori che ne nasceranno saranno davvero notevoli e divertenti!
Buon lavoro e buona scoperta!

giovedì 3 marzo 2016

Giocando e mangiando... s'impara!





“I problemi e i conflitti che sorgono a tavola non sono quasi mai espressione del rapporto col cibo che si ha nel piatto; sono piuttosto indizi dello stato d’animo dei membri della famiglia, rappresentano un barometro dell’umore familiare e del piacere di stare insieme.” Jesper Juul

Perché usare il cibo per giocare?

      -La manipolazione di materiali diversi è importantissima in questa fase di sviluppo nella quale il bambino scopre il mondo intorno a lui. Sperimentare gli permette di accrescere il suo potenziale cognitivo arricchito di nuove esperienze, in quanto la manualità e il tatto sono adesso la sua primaria fonte di conoscenza. Avere “il permesso” dai genitori per avventurarsi in attività stimolanti favorisce l’autonomia e la voglia di scoprire. Per lui è sempre una sorpresa sentire che le manine possono incontrare materiali duri, morbidi, lisci, ruvidi, ecc.  Inoltre la manipolazione gli dimostra che può anche agire sul mondo circostante e modificarlo a suo piacere.

-          -Cibo e ansia non vanno d’accordo! Spesso la paura che il bambino non mangi abbastanza rovina il momento del pasto e lo rende anzi una guerra, un’occasione rinnovata di angoscia in cui si finisce per pregare il bambino o rincorrerlo per la casa con la forchetta. Purtroppo l’inconscio del bambino è collegato alle nostre emozioni e le recepisce tutte. Se per noi il suo pasto è una preoccupazione lo vivrà come un momento negativo e quindi da evitare. Approcciare il cibo in un momento di gioco, in cui si possa toccare, pasticciare, modellare anche senza “lo spauracchio” di doverlo mangiare per forza, aiuta il bambino a familiarizzare ed avvicinarsi anche ad alimenti nuovi o “odiati”.
-         
-        - Il cibo permette di essere creativi. Gli adulti che amano cucinare lo sanno bene! Ma possono sperimentarlo anche i bimbi: con alcuni cibi è possibile colorare. Non dobbiamo spaventarci per il pasticcio che ne uscirà fuori: basta prevenire coprendo la superficie sottostante e indossando abiti che possiamo anche sciupare un po’ (ad esempio un grembiule).
-          -Giocate anche voi con il cibo! Cercate di presentare i piatti in maniera divertente, rendeteli colorati, mostrateli al bambino prima di far tutto a pezzettini, così che possano rendersi meglio conto di quello che mangiato. E una volta svezzati, proponete loro quello che mangia il resto della famiglia. I bambini vogliono fare quello che fate voi! (Quindi, è importante anche non assumere a tavola comportamenti che vietereste o vorrete vietare in futuro ai bambini. L’esempio è la prima e più efficace fonte di educazione).

sabato 27 febbraio 2016

Il gioco dei bambini da 0 a 24 mesi - linee guida pratiche



Questi di seguito sono stati i temi affrontati durante il primo incontro dei gruppi di gioco "Mamma e me".
Continueranno giovedì 3 marzo, con la tematica "Gioco e cibo"... dove ci sarà da divertirsi e anche da pasticciare!!




1- Fare un passo indietro: è fondamentale prima di tutto osservare il proprio bambino per poterne capire e conoscere richieste e bisogni. Dedicare del tempo a studiare il suo comportamento ci permette di sapere che tipo di persona abbiamo davanti davvero, senza farci trarre in inganno da quelle che sono le nostre aspettative e le nostre proiezioni… che appunto sono “nostre”, e non “sue”. Magari noi siamo persone espansive e vorremmo che anche nostro figlio lo fosse, ma nascendo già con un bagaglio proprio e personale, potrebbe darsi che ad esempio invece abbia un carattere più introverso e riflessivo. E’ molto importante accettarlo per quello che è, ed apprezzarlo per questo, senza lasciarlo determinare dai nostri desideri. Gli doniamo così la possibilità una volta cresciuto di essere pienamente se stesso.

2- Incoraggiare a esplorare: stanno vivendo la loro fase di conoscenza del mondo, sono piccoli scienziati! Il gioco autonomo è fondamentale perché il bambino riesca a sperimentare cause e conseguenze, possibilità, creazione di soluzioni nuove per raggiungere i propri piccoli traguardi. Permettetegli di usare giocattoli non strutturati, ovvero tutto quello che non è nato espressamente per essere un gioco: scatole di cartone, cucchiai, gomitoli di lana, coperchi o pentole, avanzi di stoffe, ecc. Un oggetto “neutrale” può diventare qualsiasi cosa, mentre una bambola vestita da infermiera potrà essere soltanto una bambola vestita da infermiera. Non guidateli sul modo in cui devono giocare: date loro i mattoncini delle costruzioni e lasciate che li usino come suggerisce loro la fantasia, senza insistere e mostrare come li usereste voi.
 
3- Porre dei limiti: sono indispensabili per la loro sicurezza e permettono di farli sentire protetti. Un bambino senza regole non solo sarà sempre più difficile da gestire mano a mano che cresce, ma peggiorerà progressivamente il suo comportamento perché si sentirà molto insicuro senza limiti che lo guidino e rassicurino sulla natura del mondo che lo circonda. Libertà non è poter fare tutto quello che ci passa per la testa in maniera non critica; libertà è potersi muovere ed agire avendo fiducia in se stessi e nell’ambiente che ci circonda, essere sicuri di poter fare.
 
4- Lodare: sgridare non è sufficiente per educare! I progressi vanno sottolineati. Un bambino che non viene sufficientemente considerato dai genitori tenderà a combinare guai pur di avere la loro attenzione. Questo porta ovviamente a continue brontolate, così che il bambino si convincerà di essere “cattivo” o “maldestro” e lo diventerà davvero, realizzando quello che i genitori pensano di lui. E’ importante invece dare la giusta attenzione ai comportamenti positivi, per farlo sentire appagato e al centro dell’attenzione di coloro che ama. Le lodi però non devono essere elargite a casaccio, ma soltanto se davvero meritate grazie ad un buon comportamento, altrimenti per il bambino perderanno ogni valore.