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sabato 14 gennaio 2017

Strategie in classe per una didattica a misura di tutti

Da quando sono state rese note le leggi a proposito di DSA (107/2010) e di BES (Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012), è chiaro per ogni insegnante che in nessuna classe non è presente almeno un bambino con bisogni educativi speciali... anzi, spesso questi bambini sono un buon numero. Le difficoltà per progettare una didattica davvero inclusiva sono tante: partendo dalle caratteristiche del singolo, è necessario adattare tutto il processo educativo, l'organizzazione delle tempistiche e degli spazi, in modo che tutta la classe ne abbia giovamento.

Sono tematiche ancora molto giovani, i materiali da leggere o i corsi in proposito sono davvero tanti, ma nella pratica quotidiana rimane complesso districarsi fra indicazioni e consigli multipli, che mai vanno bene così come sono, ma vanno sempre calati nel proprio particolare contesto.

Senza nessuna pretesa di essere esaustiva (sull'argomento credo sia quasi impossibile!) vorrei condividere con voi alcune strategie che ho messo in atto quest'anno, in una classe seconda primaria, dove le necessità sono tante e molto diversificate fra loro. Magari qualche spunto potrà risultarvi utile!


 RITMI DIVERSI

I bambini lavorano con tempi molto diversi fra loro: quando si trovano alle prese con esercizi di matematica da eseguire singolarmente, qualcuno termina il lavoro dopo due minuti, altri hanno bisogno almeno di mezz'ora. Per dare ulteriori occasioni a chi necessita di meno tempo, ho preparato due buste, una contenenti esercizi facili, una invece con lavori più difficili (le ho denominate in inglese per dare uno stimolo in più. Easy : facile. Hard: difficile). I bambini autonomamente possono pescare dalla busta che preferiscono, giudicando da soli il loro livello... oppure scegliendo semplicemente in base a quello che hanno voglia di fare. Ho scelto di mettere esercizi molto simili a giochi più che a quelli proposti dal libro, così che la motivazione sia ad un livello maggiore.


CARTELLONI INTERATTIVI

Una strategia per supportare i bambini con bisogni educativi speciali nell'apprendimento, è rendere l'oggetto dello studio il più "visibile"possibile. Per questo, da sempre, i cartelloni in classe sono un ottimo supporto didattico. Per renderli maggiormente interessanti, ho pensato di realizzarne alcuni con i quali i bambini potessero interagire in qualche modo. Abbiamo affrontato l'argomento "problemi" a matematica: per imparare il procedimento da attuare ogni volta, ho creato un cartellone con una finestrella per ogni passaggio, alzandole i bambini trovano la spiegazione di ciò che devono fare arrivati a quel punto.  E' più divertente che guardare una semplice scheda!
Invece, a proposito del tempo atmosferico in lingua inglese, ho fatto un calendario da aggiornare quotidianamente con cartellini che si attaccano e staccano grazie allo "strap" (non so se sia il suo vero nome!) preso in merceria. Ogni giorno devono mettere il cartellino corrispondente al giorno della settimana, che tempo fa (What's the weather like?) e la temperatura. 
 LA SCATOLINA DELLE SODDISFAZIONI

Per i bambini più vivaci, che faticano molto a lavorare ed a prestare attenzione, è possibile realizzare una scatolina delle soddisfazioni, dove inserire un cartellino ogni volta che il bambino impara qualcosa di nuovo... così da avere una collezione chiara e visibile dei propri successi! Ancora meglio se il bambino decora la scatolina da solo ed apporta, se vuole, modifiche personalizzate (nel mio caso, ha deciso di fare una fessura sopra per inserire le schede senza aprirla).





domenica 11 settembre 2016

GIVEAWAY - corrispondenza

Ciao a tutti e bentornati dalle vacanze!

Io trovo che settembre sia il vero inizio di un nuovo anno, molto più di quanto lo sia gennaio. Ci stiracchiamo tornati da luoghi vicini o lontani, riprendiamo in mano il fondotinta perchè la tintarella sta per andarsene, spolveriamo le tazze da tè. La vita riparte, fuori e dentro di noi. E' il mese dei nuovi inizi, delle vecchie abitudini, delle promesse e dei desideri. Si ricomincia da qui, da oggi.

Per ripartire con le attività del blog ho pensato di indire un GIVEAWAY che ha come oggetto un'abitudine decisamente vintage: la corrispondenza.

Oggi è tutto veloce e immediato: smartphone e tablet ci fanno saltare i nervi se, per difficoltà di connessione, ci fanno attendere pochi secondi in più per raggiungere contenuti desiderati. Comunichiamo per immagini, condividendo istanti ed emozioni che non durino più di un click. Non voglio dire che tutto questo sia negativo: siamo noi oggi, è la realtà con la quale conviviamo. Perchè però non lasciarci aperte anche altre strade, altre possibilità? Fare esperienze variegate è sempre un arricchimento: non oziamo su un solo punto di vista!

Per questo vi propongo un qualcosa che risulta sicuramente obsoleto. Cosa potremmo guadagnarci a scrivere una lettera, oggi? 

- Guardando agli aspetti pratici: scrivere migliora la coordinazione manuale fine, allena l'occhio nell'inseguimento della penna favorendo anche la lettura. Scrivere a mano richiede maggiore riflessione rispetto ad una tastiera in quanto il pensiero viene trasferito su carta in maniera meno immediata.

- Scrivere significa lasciare traccia di sè. E' un segno che proviene dalla propria voce interiore, si rende visibile all'altro, porta fuori qualcosa di intimo e personale, rimane per essere riletto... e ammirato. Un messaggio scritto a mano è una piccola opera d'arte perchè racconta emozioni e ne suscita altre.

- Rallentare oggi serve tanto, ad ognuno di noi. Troppo spesso non ci ascoltiamo, non ci guardiamo, non ci riconosciamo più. Il viaggio interiore è spesso lungo e difficile... ma nemmeno il più piccolo passo risulta mai inutile.

- Non è necessario instaurare una vera e propria corrispondenza vecchio stampo. Basta anche un biglietto, una lettera singola. Ma a chi? Il nipote che scrive un messaggio alla nonna, una figlia ad un genitore, una ragazza ad un'amica, ricordarsi di un parente che non si vede da tempo, oppure una lettera a chi vediamo tutti i giorni e rischia perciò di diventare un'abitudine. Immaginate, che bella sorpresa!!

Per promuovere questo esercizio che racchiude così tanto nella sua semplicità, metto  a disposizione i seguenti "strumenti":

- 20 fogli di carta da lettere decorata (formato a4)
- 20 buste bianche
- 2 set di adesivi
- 1 penna
- 1 quaderno
- 1 timbro

COME PARTECIPARE?

-  Diventare lettori fissi di questo blog, cliccando nell'apposito spazio sulla home page e scrivere come commento a questo post PARTECIPO

- Condividere il giveaway su una piattaforma social a scelta (twitter, istagram, facebook, ecc)

- Invitare, taggandole nella condivisione, 3 persone

Il giveaway chiuderà il 20 settembre. 
Assegnerò un numero ad ogni partecipante e dopo questa data estrarrò a sorte il vincitore di tutto il set. Buona fortuna e buon divertimento!

venerdì 20 maggio 2016

La pesca dei rifiuti - lavoretto

A scuola abbiamo parlato di ecologia, inquinamento e riciclo dei rifiuti (seconda classe scuola primaria, materie: tecnologia- geografia).

Come conclusione dell'argomento svolto ho preso in prestito un'idea molto carina per la realizzazioene di un lavoretto che ho visto ad ART ATTACK (sabato e domenica mattina su Rai Yoyo), semplificandola un pò: in questa trasmissione proprongono sempre attività molto belle e valide, ma un pò complicate, per questo spesso c'è bisogno di aggiustarne i passaggi.

La pesca dei rifiuti

 Necessario:
- fogli a4
- bicchierini da caffè in plastica (5 per bambino)
- bastoncini di legno da spiedini
- spago da cucina
- calamite (le ho trovate da BRICO)
- colla, scotch di carta, colori

Fase 1
Ogni bambino ha realizzato un disegno rappresentante un paesaggio a scelta fra spiaggia e parco giochi.



Fase 2
Abbiamo trasformato dei bicchierini da caffè di plastica in cinque cestini per la raccolta differenziata, applicando du ognuno un cartellino con la dicitura: VETRO, CARTA, PLASTICA, ORGANICO, INDIFFERENZIATO. Ispirati alla raccolta porta a porta che viene effettuata nella nostra città (nonostante la pratichino a casa e a scuola i bambini hanno ancora molti dubbi sulla divisione dei rifiuti)




Fase 3
Abbiamo realizzato i rifiuti: i bambini hanno ricevuto otto cerchietti di carta. Su quattro hanno disegnato quattro rifiuti a loro scelta. Sul retro hanno mezzo della colla ed appoggiato una graffetta di ferro (di quelle che servono che tenere insieme alcuni fogli). Hanno infine incollato sopra i cerchietti rimasti bianchi, formando una sorta di "panino" con graffetta!



Fase 4
Infine, hanno realizzato la canna da pesca. Hanno legato un pezzo di spago da cucina ad un bastoncino di legno di quelli che usiamo per fare gli spiedini, e lo hanno fermato con lo scotch di carta per non farlo muovere. All'altra estremità dello spago, sempre usando lo scotch di carta, hanno applicato una calamita.



Fase 5
E adesso giochiamo! I bambini hanno posizionato i rifiuti sul proprio paesaggio (unendo anche più rifiuti per giocare a coppie o in tre), per pescarli e farli finire ognuno nel proprio cestino della raccolta differenziata.




I bambini hanno motlo apprezzato, soprattutto la canna da pesca con calamita, che hanno sperimentato anche con altri oggetti in tanti modi diversi!

venerdì 13 maggio 2016

La creatività

<< La pedagogia contemporanea ha fatto sua l’idea che la creatività sia caratteristica non esclusiva delle persone “talentuose”: la creatività è una capacità più che una dote innata, e può essere “educabile” (Dewey) e sviluppata, per cui contesti formativi in cui la divergenza viene promossa e sollecitata, aiutano a potenziare e rinforzare atteggiamenti e comportamenti creativi.

Per Bruner, l’azione creativa innesca una “sorpresa produttiva” e, in essa, un ruolo importante viene svolto dalla metacognizione. Nella prospettiva cognitivista, in generale, la creatività viene vista come una funzione dell’io, un insieme di abilità operative dell’individuo che, combinando i dati, tenta di pervenire a soluzioni efficaci.

Il soggetto creativo introduce elementi nuovi e originali nel suo campo d’azione. Secondo lo psicologo americano J.P. Guilford, iniziatore degli studi sull’intelligenza creativa, la creatività è un processo che implica la creazione di nuove idee e nuovi concetti, o nuove associazioni tra idee e concetti già esistenti e la loro trasformazione e concretizzazione in un prodotto nuovo ed originale. 
Guilford associa, dunque, il concetto di pensiero divergente alla creatività: coltivare la creatività e il pensiero divergente vuol dire affinare lo spirito critico che permette di analizzare e valutare tante soluzioni possibili per un dato problema, riconoscendo tra pensieri e oggetti connessioni originali, proponendo innovazioni e cambiamenti, modellando e adattando le conoscenze acquisite ai vari e differenti contesti che si presenteranno nel corso della vita.

Esporre l’allievo a diversi punti di vista, attraverso il confronto con i suoi pari e con gli insegnanti, lo aiuta a indagare e a scoprire quel che lo circonda e a utilizzare prospettive differenti. In tal senso, anche il disaccordo e il conflitto cognitivo giocano un ruolo essenziale e possono essere fonte di apprendimento concettuale.

Ma la creatività non è un processo semplice: non esiste una sua definizione univoca, né esiste una tecnica scientifica che funga da “rilevatore” del grado di creatività di ciascuno. Operando una distinzione tra produzione convergente e divergente (o pensiero creativo e pensiero divergente), Guilford giunge alla conclusione che il pensiero convergente si esprime nella ricerca di una soluzione unica, convenzionale e corretta a un dato problema, laddove il pensiero divergente mette in moto un’attività combinatoria, generando creativamente differenti risposte a quel dato problema e ricombinandole, appunto, in modo originale.

Il focus dell’insegnante creativo deve centrarsi sullo sviluppo, per lo studente, di un approccio verso la risoluzione di problemi (problem solving), promuovendo e valutando il pensiero creativo e la diversità di opinione. Esistono strategie centrate sullo studente che possono coinvolgere la creazione di concetti e nuove idee, obiettivi e interessi condivisi, confronti, attivi scambi di opinioni in piccoli gruppi. Promuovere l’apprendimento e la ricerca basandosi sulla risoluzione di problemi prevede il pianificare attività che abbiano un obiettivo comune; sondare, stimolare il pensiero del discente, investire la sua persona di ruoli e responsabilità; offrire opportunità di condivisione del compito.

L’insegnamento creativo, per essere realmente tale, necessita di una visione “illuminata” dell’educazione fondata sul riconoscimento dell’importanza di sviluppare le particolarità e gli interessi di ogni studente, sollecitando la curiosità e la voglia di imparare ad imparare. Una scuola centrata sullo studente, insomma. L’insegnamento, in tal senso, deve promuovere e portare allo sviluppo di un pensiero complesso, conseguenza di un apprendimento che dura per tutto l’arco della vita (lifelong learning).

Flessibilità, innovazione e rinnovamento
sono abilità che la scuola deve promuovere, sollecitare e sostenere così da rendere possibile la creazione di quel pensiero non convenzionale, che sia caratteristico di ogni persona nella sua individualità e unicità, rendendo possibili occasioni costanti di crescita e di apprendimento continuo di fronte a situazioni nuove e difficili. Quando sono gli allievi i protagonisti dell’interazione insegnamento-apprendimento, quando sono loro, e non più l’insegnante, ad assumere un ruolo centrale diventa altresì possibile promuovere attività didattiche che consentano un approccio creativo.

La creatività dovrebbe essere una “competenza” fondamentale da sviluppare a scuola, uno strumento strategico che insegnanti ed educatori dovrebbero portare a massima espressione, essendo un potenziale che ogni alunno possiede.

Abilità e competenze, al contrario della mera trasmissione di nozioni, sono qualità che si perfezionano nel tempo, sono parte di un processo in fieri che, se adeguatamente sollecitato e supportato, non conosce fine. In tal senso, compito dell’educatore non è unicamente trasmettere contenuti ma pianificare e porre in essere un’azione formativa che sia realmente rivolta agli alunni, tirando fuori e sfruttando al meglio il caratteristico potenziale creativo di ogni allievo.>>


Questo brano è tratto dagli approfondimenti online offerti dal volume unico per il concorso infanzia- primaria della Edises. Ho scelto di condividerlo qui, nel mio blog, perchè lo trovo importante e significativo. La creatività è la risposta alle domande che la società di oggi pone alla scuola. E' necessario promuovere un sapere nuovo basato sulla flessibilità, sul saper combinare le proprie conoscenze e abilità in competenze che si rinnovano, per cercare di rincorrere un mondo che è in continuo mutamento. Noi educatori non ci siamo mai trovati, nella storia, a dover reggere un ritmo così incalzante. Per questo ci stiamo attrezzando... creativamente!

giovedì 24 marzo 2016

Auguri di Pasqua semplici... ed economici!

Fare lavoretti a scuola, realizzare oggetti manualmente e lavorare con materiali diversi è un tipo di attività utile e divertente che si scontra spesso con la mancanza di fondi, triste realtà della situzione economica attuale. Arginare questa difficoltà però è possibile, usando un pò di fantasia!

Vi propongo un bigliettino da realizzare con bambini dai 6 agli 8 anni in occasione della Pasqua oppure della primavera (per includere anche coloro di religione non cattolica). Prevede l'uso di materiali diversi, per sviluppare la creatività dei bambini e permettere loro di conoscere e manipolare strumenti nuovi. Il costo dell'acquisto del necessario per una classe di circa 25 bambini si aggira intorno ai 3 euro!


OCCORRENTE
- Cartoncini formato A4
- Carta crespa verde
- Una confezione di cerchietti di cotone (quelli che si usano normalmente per struccarsi)
- Occhietti di plastica che si muovono
- Lapis e matite colorate


FASE 1
Piegare il cartoncino a metà e lavorare sulla prima facciata. Tagliare una striscia di carta crespa verde e incollarla nella parte bassa. Ecco fatto il prato.












FASE 2 
Prendere un cerchietto di cotone e disegnare nel centro una linea a zig-zag abbastanza ampia, perchè poi va ritagliata seguendo la traccia che abbiamo fatto. E' pronto così l'uovo spaccato a metà da cui uscirà il nostro pulcino.












FASE 3
Incollare la metà inferiore dell'uovo a metà fra l'erba e il foglio bianco. Disegnare poi un mezzo cerchio che esce dall'uomo, con sopra un altro cerchio a cui disegneremo il becco. Il pulcino













FASE 4
Sulla testa del pulcino incolleremo (con colla vinilica oppure uhu) gli occhietti che si muovo. Coprire la testa con il secondo pezzo di uovo ottenuto dal cotone.













FASE 5
Mettere un pò di colla sulla parte superiore dell'uovo ed applicare sopra dei brillantini. Concludiamo il disegno scrivendo nella parte alta del foglio "Buona Pasqua" oppure "Buona primavera" e coloriamo il cielo come sfondo con la polverina ottenuta dall'appuntare la matita. All'interno è possibile far scrivere un pensiero personale ai bambini oppure una breve poesia.

Tanti auguri di Buona Pasqua e Buona Primavera a tutti ^_^

(Questa attività può essere inserita nelle ore di Arte e immagine o di Tecnologia, oppure anche essere realizzata a casa!)

domenica 13 marzo 2016

La creatività - pezzi di stoffa

La creatività è un aspetto dell'intelligenza su cui molti psicologi e pedagogisti si sono soffermati, in quanto è importantissima per lo sviluppo umano e nella costruzione della qualità della vita. 
Ad esempio, Wertheimer (psicologia della Gestalt), suddivide l'intelligenza in pensiero produttivo e pensiero riprosuttivo. Il pensiero riproduttivo permette di costruire procedimenti logici corretti grazie a quanto abbiamo appreso, ma senza la capacità di collocarli e delinarli in nuovi contesti. Invece, il pensiero produttivo è in grado di creare una nuova conoscenza partendo dalle informazioni che il soggetto ha disponibili, grazie all'intervento dell'intuizione. 
Lo psicologo statunitense Sternberg postula l'esistenza di tre tipi di intelligenza: analiti pratica e creativa. Quest'ultima ha un'origine intuitiva e si sviluppa nell'ideazione e nella riflessione. Consiste nella capacità di cogliere un problema, intuirne la risoluzione e la modalità di procedimento necessaria. Si nutre dell'immaginazione del soggetto, della capacità di formulare ipotesi che sta alla base della costruzione della personale conoscenza. 
L'apprendimento stesso, che secondo Piaget si verifica grazie alla maturazione e all'adattamento all'ambiente, è facilitato dalla creatività, perchè se si apprende adattandosi al contesto in cui viviamo, con la creatività possiamo trovare e realizzare molteplici strade per raggiungere il benessere personale e perseguire i propri obiettivi.

La creatività si coltiva fin dalla nascita. Ci sono molto esperienze e strategie per favorirne la crescita. Una delle più importanti è ovviamente il gioco. Perciò è bene che la scelta dei giocattoli passi attraverso la riflessione dei genitori. Un ottimo divertimento per i bambini è il materiale non strutturato, ovvero materiali di riciclo o oggetti di uso quotidiano non pensati esplicitamente per essere giocattoli. Una macchinina può essere solo una macchinina. Una scatola di cartone può essere e diventare qualsiasi cosa. Non c'è niente che possa stimolare e sviluppare maggiormente la fantasia di un bambino.

Come esempio di materiale non strutturato, porto in questo caso i pezzetti di stoffa avanzati (si possono trovare da persone che amano cucire, come ad esempio le nonne della nostra generazione!).

Nella prima infanzia (0-3 anni) sono utilissime. I bambini di questa età sono portati naturalmente ad immaginare e sono molto attratti dai colori, dalla manualità, dal tatto che riconosce consistenze e sensazioni diverse. Quindi i pezzi di stoffa diventano strumenti da toccare, tendaggi dietro quali nascondersi, indumenti per travestirsi. I loro usi sono infiniti.

Ma possono essere sfruttati anche con bambini più grandi, come quelli della scuola primaria (6-11). Suggerisco un'attività che rientra nella didattica dell'educazione all'immagine ma anche della tecnologia per l'uso e l'osservazione dei materiali. Consegnamo ad ogni bambino un pezzetto di stoffa casuale, di colori, forme e tipologie differenti, senza che possano scegliere. Ne incolliamo ciascuno su un foglio, di nuovo in maniera casuale. Dovranno trasformarlo in un disegno del quale il pezzo di stoffa è parte integrante. Dopo i primi attimi di dubbio (oggi i bambini non sono abituati ad inventare purtroppo!) i lavori che ne nasceranno saranno davvero notevoli e divertenti!
Buon lavoro e buona scoperta!

giovedì 21 gennaio 2016

Costruire un campo da calcio

Ho scoperto un sito ricco di psunti interessanti, semplici e diverenti per realizzare lavoreti in classe:

http://www.cosepercrescere.it/

Segundo le istruzioni e personalizzandole un pò, abbiamo realizzato un campo di calcio.


Per prima cosa, abbiamo preso il tappo di una scatola da scarpe: sui bordi abbiamo attaccato le pubblicità tagliate da alcune riviste, perchè nei reali campi da calcio sui lati ci sono i vari sponsor.

Poi abbiamo colorato la base di verde ed aggiunto con matita bianca e righello le righe del campo. Il cerchio al centro è stato realizzato ripassando il bordo di un bicchiere.

Infinte, abbiamo tagliato (col mio aiuto) due cerchi da una bottiglia di plastica e li abbiamo incollati per fare le porte.

A questo punto non rimaneva che fare una pallina di carta, prendere una cannuccia  a testa e cercare di far goal a suon di soffi!

Qual'è il valore educativo di un lavoro del genere?

- Si usano materiali di riciclo recuperati a casa. I bambini imparano che con un pò di fantasia tutto può avere una nuova vita, e per divertirsi non è necessario spendere soldi o andare in un negozio di giocattoli

- I bambini si aiutano fra loro per i passaggi soggettivamente più complicati, anche senza bisogno di essere sollecitati dall'insegnanti, dopo le prime volte diventa una bella abitudine

- Didatticamente, è un'attività utile per geografia e tencologia: realizziamo una pianta vista dall'alto e usiamo materiali differenti, trasformandoli in altro da quello che erano in origine

- Mostra ai bambini che non ci sono "giochi da maschi" e "giochi da femmine". Ognuno può giocare nel modo che più lo diverte, senza pregiudizi

- Ultimo ma più importante: è divertente! Dovremmo fare se non sempre, almeno molto spesso, cose che ci divertono e appassionano a scuola. Lo trasmetteremmo subito ai bambini, rendendo l'apprendimento molto più piacevole ed efficace.

venerdì 4 dicembre 2015

Calendario dell'Avvento a scuola

Per Natale e il periodo che lo precede le idee da realizzare a casa o a scuola con i bimbi sono davvero tante!

Io quest'anno ho deciso di lavorare su due canzoni natalizie da proporre al consueto concerto , dalle quali ho tratto ispirazione anche per la creazione di un calendario dell'Avvento. Ho scelto due melodie poco conosciute, per contrastare con quelle che tutti i bambini conoscono benissimo e poter proporre loro invece qualcosa di nuovo e maggiormente stimolante.

Le canzoni sono "Uomo di neve" e "La conta che si canta" del gruppo Sulutumana.

Uomo di neve:
http://www.youtube.com/watch?v=3z9s0Jk4I84

La conta che si canta:
http://www.youtube.com/watch?v=zHXH8VxmGR8

La seconda ha riscosso particolare successo con i bambini, i quali hanno deciso di riprodurre anche i gesti che il cantante fa nel video nel momento del ritornello. L'hanno imparata tutta con grande velocità, nonostante non sia affatto semplice, quindi abbiamo deciso di usarla anche per creare il Calendario dell'Avvento.

E' una tipologia di lavoretto molto semplice che non richiede più di un'ora e mezza di lavoro, applicabile a tutte le classi della scuola primaria (ed anche con i più grandi della scuola dell'infanzia).

Ogni bambino deve illustrare un verso della conta che rispecchia una delle caselline del mese di dicembre (ad es. " 1 di dicembre mamma come son contento", "con 2 dita appendo il calendario dell'avvento", ecc). Il disegno viene fatto su un foglio A4. Succissivamente ogni bambino ricopre di colla vinilica una molletta di legno per panni e la decora con brillantini e un cartellino con il numero corrispondente.

In classe ho appeso un filo di lana che corre per lalunghezza di una parete. Ogni giorno verrà appeso il disegno corrispondente alla data, fino al riempimento completo del filo. 

Ecco le parole della canzone:

Uno di dicembre mamma come son contento
Con due dita appendo il calendario dell’avvento
Tre Re Magi e tre cammelli stanno alla finestra
Quattro gatti saltano la zuppa e la minestra

Cinque le vocali che fioriscon nelle aiuole
Sei tu sei la neve che mi abbaglia più del sole
Sette sono i giorni per far una settimana
Otto volte russa il nonno sopra l’ottomana

Nove vecchie macchie da lavare sul maglione
Dieci ceci cuoci com’è buono il minestrone
Undici segreti che un dì ci riveleremo
Dodici gli apostoli che apposta li contiamo


La neve fiocca l’orologio scocca
la mezzanotte: buon Natale a voi!
rotola in bocca una filastrocca
una conta che si canta, cantala con noi


Tredici fortune cadono di venerdì
Quattordici piume fan volare il colibrì
Quindici minuti per stirare la camicia
Se dici solletico mi viene la galicia

Diciassette i ponti che scavalcano il ruscello
E diciotto i monti che hanno neve per cappello
Diciannove bacche ha il vischio appeso al mio portone
Venti freschi venti fischiano questa canzone

Son ventuno i passi che fin qui mi hanno portato
Ventidue le suole che per farli ho consumato
Ventitré le ore col cappello alla sghimbescia
Ventiquattro i giorni che ho contato alla rovescia

Infine, per augurare ad ognuno di voi un sereno periodo dell'Avvento, ecco una bella citazione di Papa Francesco:

 Auguro a tutti voi, genitori, insegnanti, persone che lavorano nella scuola, studenti, una bella strada nella scuola, una strada che faccia crescere le tre lingue, che una persona matura deve sapere parlare: la lingua della mente, la lingua del cuore e la lingua delle mani. Ma, armoniosamente, cioè pensare quello che tu senti e quello che tu fai; sentire bene quello che tu pensi e quello che tu fai; e fare bene quello che tu pensi e quello che tu senti. Le tre lingue, armoniose e insieme! (Papa Francesco)

sabato 31 ottobre 2015

Buon Halloween con un fantasmino per amico

Auguri a tutti buon Halloween! Non dimentichiamo di celebrare le nostre paure, che fanno di noi quello che siamo, in alcuni casi ci proteggono, ed hanno tutta la dignità propria delle emozioni umane.

Per festeggiare questa festività, ieri a scuola ho realizzato insieme ai bimbi dei fantasmini con la lana; mi ha insegnato mia mamma questo lavoretto quando ero piccola. Si adatta bene ai bambini dai 7 ai 10 anni, è semplice ed utile per sviluppare la manualità. Inoltre, una volta pronto, si divertiranno un sacco a giocare con qualcosa nato dalle loro mani!

Occorrente:
- 1 gomitolo di lana (del colore di cui si vuole realizzare il fantasmino)
- colla uhu liquida
- forbici
- carta e colori
- un amico o un libro

Passo 1:
Se abbiamo a disposizione un amico, gli chiediamo di mettere le mani davanti a sè, parallele, con le braccia piegate (come le Barbie, per intendersi!). Dovrà rimanere ben fermo mentre noi gli avvolgiamo la lana intonro con più giri, un pò come facevano le nostre nonne o bisnonne per creare le matasse. In mancanza di una persona che ci aiuti, possiamo arrotolarla intorno ad un libro.









Passo 2:
Quando ha raggiunto un pò di spessore, la togliamo facendo attenzione a non mescolare i cerchi che si son creati e ne tagliamo un'estremità, così da ottenere una striscia. Con un filino di lana residua facciamo un doppio nodo al centro. Poi ripieghiamo le due metà una vicina all'altra e con un altro filino di lana leghiamo la parte sopra per fare la testa.

Passo 3:
Sulla carta disegniamo e ritagliamo gli occhi e la bocca, da incollare successivamente sulla faccia con un pò di colla liquida uhu.




 









Passo 4 (facoltativo):
Il fantasmino è già pronto, ma volendo si possono aggiungere mani e braccia: si scostano dal corpo due mazzettini ai lati e si tagliano più corti rispetto al corpo. Con due filini ne leghiamo le due cime per ottenere le mani

Buoni spaventi a tutti!!